I giorni del Cervo bianco – Gaia Rossella Sain

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Cornici di specchi

Cornici di specchi
su rami di bianche betulle,
hai appeso fermi
ricami d’arazzi
dove le ombre toccano il cuore…
paesaggi d’alabastro
nella neve d’agosto.

I giorni del Cervo bianco – Sergio Puglisi

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La rivolta dei Poeti

E’ tempo di smettere d’essere vili
Nascosti e tremanti sottoterra
Noi – i poeti che hanno perso tutto
O che forse non hanno mai avuto niente,
Ci leveremo a esigere tributi di sangue
E la terra tremerà se lo vorremo.

Costretti dai fili della visione
Non marionette, ma medium e veggenti,
A noi – i pittori che dipingono la parola,
Sacri uteri ripieni di somma verità
Di eterni enigmi,
Il Silenzio si arrenderà se lo vorremo.

Quali streghe figlie del bosco,
Intente a intessere in ipnotici ritmi
I nostri incantesimi crudeli
Mutateci in rapide civette e corvi
Sfidiamo tracotanti il Paradiso,
E il cielo stesso crollerà se lo vorremo.

Simili a sussurri di tempesta imminente
Gli ultrasuoni ritmici, sirenici, rimati
Raduneranno intere masse informi
Per consegnarle a un sonno
Simile alla morte – E la Morte stessa
Si inginocchierà di fronte a noi se lo vorremo.

Noi, schiavi del dono, della penna, della mano,
E delle voci nella nostra testa, cui docili
All’imperioso comando: Scrivi! Obbediamo
Un giorno ci leveremo per esigere
I nostri tributi di sangue
E la gloria ci verrà data se lo vorremo.

Ma la gloria richiede sacrificio
E sacrificio noi siamo,
Noi – sacri torrenti
Di divinità infusa, palpabile
Col peso dei tormenti
Del mondo sulle spalle.

(Testo non presente nell’antologia “Cervo bianco”)

I giorni del Cervo bianco – Gabriele Marchetti

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L’estate è polvere

Orfana di pioggia, l’estate è polvere
che riempie i sentieri nella campagna
bruna, tra il vedovo frinìo dei grilli
sopra il nudato fimo.

S’allunga a sera un’ombra che scompagina
in forma di coltello i gialli incolti,
e allora sanguina più forte il sorbo
pastura di frosoni.

(Testo non presente nell’antologia “Cervo bianco”)

I giorni del Cervo bianco – Eufemia Griffo

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Nuages

Mi basta questo tempo
a suggellare quell’amore
sepolto tra le rovine –
prigioniero di una clessidra
capovolta con l’inganno

d’ogni storia già scritta
qualcuno piangerà implorando
parole dal segno incerto;
come attori dal volto stanco
alla ricerca di un copione

sull’argine del tempo
riconteremo gli anni e le ore,
sarà tiepido il risveglio –
quel che resta sono immagini
dietro nuvole sfilacciate.

(Testo non presente nell’antologia “Cervo bianco”)

I giorni del Cervo bianco – Andrea Giampietro

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Tutto è sfinito, distrutto, recluso,
pure la brezza dei salici è insapore…
di dove giungono le nuove pene,
il silicio che mastico cosa predirà?
Se la macchia di caffè non ti rivela
né segna piaga del tuo passaggio,
nulla offriremo agli esuli al ritorno:
non abrasione di vaghe piogge nere,
non soluzione sottratta al giorno,
ma non ci troveranno né tu li aspetti.

(Testo non presente nell’antologia “Cervo bianco”)

I giorni del Cervo bianco – Alessandro Fusco

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Mia malinconica essenza

Mia malinconica essenza,
mio risveglio nel sogno
che da sempre riserbo,

ancor viva nei tuoi occhi
Innocenza m’invita tremante
ad ascoltare il tuo palpito

e capriccioso t’immagino
cullata dalla nostra musica,
accarezzato dal tuo respiro.

Mia aurora, mio crepuscolo
mia visione, mio inganno
mia speranza… mio tutto,

se solo potessi non essere,
per un istante, alle tue labbra
chiederei d’essere veleno.

(Testo non presente nell’antologia “Cervo bianco”)

 

I giorni del Cervo bianco – Marina Carbone

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Buio di gufi

Mentre il tempo accresce i miei affanni
interrogo il corpo,
chiedo con insistenza
se sia il giorno o la notte a mentirci.
Entrambi, per ripicca,
si impegnano a imbrogliarmi
di luci e foglie d’ambra.

Questa volta non ci casco, no,
non cederò alla luce e ai suoi bagliori,
ai bambini e ai parco-giochi,
ai sorrisi degli innamorati
e al gran fare degli avvoltoi
e delle loro fabbriche.

Questa volta non ci casco, no,
non cederò al buio e alle sue ombre,
ai gufi e al loro canto d’amore,
alle stelle, al loro contorno di guide,
che diritto hanno di indicarmi una strada,
un cammino?

Sarò io a dedicarti i ritagli di spazio
e i fili del tempo in un altro dove
che conosce solo la forma del silenzio.

Unn addio che risuona
nel tonfo sordo della morte.

 

(Testo non presente nell’antologia “Cervo bianco”)