Veleno nero – Fabrizio Corselli

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Veleno nero

Un calice alquanto nero
è l’abisso della Poesia,

e dentro la mia anima
come una viscida serpe
inocula amabili parole
di duplice sembianza,

un veleno a me dolce
cupo come le tenebre
distillato poco a poco
con invisibile impronta.

Una linfa d’obliata veste
amara quanto il fiele
che rapisce del gusto
tinte ancor più intense;

come lacci che s’allentano
vanno giù le braccia
nel non poter afferrare
la propria arma di supplizio;

fluisce a profusione
l’inchiostro sul foglio,
lì, nel mantenermi vivo
quale dimentico automa
in balia d’una creativa
quanto sconfinata agonia.

Una linfa d’obliata veste
è siffatto veleno, nero,

come buia fossa nella quale
per sempre giace il cadavere
di stentorei sogni infranti.

Un’interminabile pena
è riempire quel calice vuoto.

(Estratto da “Nibelung e il Cigno nero – Linee Infinite Edizioni” – Sezione “Cigno nero, atto IX”)

Presentazione volume Autunno – Haiku. Agropoli. 28 Dicembre.

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Presentazione del secondo volume della Collana Hanami, dal titolo “Autunno Haiku” durante l’evento “L’Argolibro: l’incantesimo del libro II edizione”, il 28 Dicembre alle 18.00.

Struttura:
Presso l’ArgoLibro, Casa editrice e libreria di Francesco Sicilia. Via Lazio, 16 – 84043 Agropoli (SA).

Intereverrano alcuni haijin del volume e Fabrizio Corselli, in qualità di curatore editoriale della Collana Hanami.

Per informazioni sul volume e sulla collana:

http://www.edizionidellasera.com/productcat/hanami/

Per informazioni su ArgoLibro:

http://www.largolibro.blogspot.it/2013/12/lincantesimo-del-libro-ii-edizione.html

Inno alla Bellezza – Charles Baudelaire

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Inno alla Bellezza

Vieni dal ciel profondo o l’abisso t’esprime,
Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
e in questo ti si può apparentare al vino.

Hai dentro gli occhi l’alba e l’occaso, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino;
sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
che disanima il prode e rincuora il bambino.

Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
e governi su tutto, e di nulla t’affanni.

Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l’Orrore, mentre,
pendulo fra i più cari ciondoli, l’Omicidio
ti ballonzola allegro sull’orgoglioso ventre.

Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
Quando si china e spasima l’amante sull’amata,
pare un morente che carezzi la sua tomba.

Venga tu dall’inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m’aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce, profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?