Intervento sull’Epica (Scuola Media “Gramsci” di Palermo) – 8 Ottobre

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Domani intervento presso la Scuola Secondaria di Primo grado “Gramsci”.

Epica, Improvvisazione orale, Fantasy (genere strumentale) e composizione (legata all’oralità).

Brandirò il gesso quale arma gloriosa… la lavagna, il mio campo di battaglia.

Narrazione orale e Giochi di Ruolo – Palermo Comic Convention

PROGRAMMA

Il mio lungo percorso sulla promozione della cultura epica oggi, e in particolar modo sulla narrazione orale e sull’improvvisazione approda finalmente anche ai giochi di ruolo. Quindi non solo in ambito letterario.

Pertanto sarò presente al Palermo Comic Convention con una masterclass singolare e piena di sorprese.

Soprattutto per quei Master che siano interessati ad affinare e amplificare la propria capacità narrativa, potenziandone il linguaggio figurativo e il modo di relazionarsi al giocatore con una maggiore forza espressiva. Il tutto a vantaggio di quell’elemento fondamentale che è la sospensione dell’incredulità.

La masterclass prevede una parte didattica e una parte pratica.

Hàfnamàhl – Gabriele Marchetti

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“Hàfnamàhl” è un poema epico-fantasy elaborato dalla tradizione delle genti del Mondo Conosciuto. Scritto in metro epico, raccoglie e fonde assieme vari cicli leggendari per permettere al lettore di addentrarsi nella mitologia del Mondo Conosciuto e per capirne gli esordi. Narra le vicende di Hàr, il Creatore, e dei suoi figli Gýldar e Valgàudhra, sempre in lotta tra loro per la supremazia e il potere; e degli amori di Gýldar e Lýnna, la Figlia del Cigno; e della nascita della razza umana a partire dalle tre stirpi. Questo volume contiene la prima parte del lungo poema, chiamata Melnòrie, cui seguiranno presto le altre due.

Link alla Scheda Libro

Il volo di Icaro…

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“Con Icaro, l’artista condivide la medesima e infausta sorte, perché troppo si è avvicinato al Sole, da mirabile e libera creatura”. Egli, fra tutte “le creature d’ali adorne”, si riflette nell’alter ego del cigno; non solo per la lievità del suo volo e la sua avvenenza nell’essere sedotto dal riflesso lunare – come il poeta concupito dall’emanazione della Musa nelle forme dell’ispirazione, di un passaggio numinoso che opera attraverso il lumen intellettuale d’un lampo ispirativo –, ma soprattutto nella condivisione di quel momento più drammatico che precede la morte. Dunque, il poeta, nella propria solitudine, al pari d’un calmo stagno la cui superficie per nulla s’increspa, “grida” (nel comporre) allo stesso modo dell’uccello lacustre, mentre s’appresta a morire “esanime” il proprio verso oltre le più alte vette d’una tragica forma”

(Estratto da “Nibelung e il Cigno nero”)

Il posto – Jorie Graham – Mondadori

Jorie+Graham

Fin dalle prime battute, questo libro di Jorie Graham coinvolge il lettore e lo stupisce per l’energia incalzante, per la scrittura ansiosa, che si realizza in un incontenibile fluire di pensieri e immagini. Tra incedere narrativo ad ampio respiro (ma con frequenti fenditure interne) e una sorta di monologo interiore, l’autrice esplora, partendo dai dati della memoria e dalla sua reale esperienza, la molteplicità dell’esistente, le innumerevoli presenze che popolano il mondo, nella loro dimensione temporale, nella meraviglia e nel mistero dell’unica vita loro concessa. Jorie Graham parte da spunti aneddotici, da paesaggi, introduce personaggi di varia natura catturati dalla sua acutezza di osservatrice, come il falco silenzioso, il tronco morto, la talpa, il violinista, l’uomo che lavora, tutti coinvolti nell’immenso esserci eppure sempre in bilico sul nulla e “la sua splenderne vacuità”. Ne scaturisce una poesia carica di tensione, scandita in ritmi aperti e molto vari, dall’orizzontalità della prosa all’impennarsi improvviso del canto, dentro una complessità magmatica dove figure e apparizioni danzano sulla pagina. Una poesia – qui proposta nella versione italiana di Antonella Francini, che con l’autrice ha lavorato fianco a fianco – che è un’alta avventura intellettuale il cui passo continuamente si inerpica fino al poemetto finale ispirato da una visita alla cattedrale di San Patrizio a Armagh.

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