Sogno di una fuga dal Mondo – Davide Benincasa

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Sogno di una fuga dal Mondo

Dal corpo mi estraneo, eclissando, sazio;
fuoriesco dal mio involucro esteriore,
prigione avara di tempo e di spazio,
giungendo ad un livello superiore,
ove dall’alto, osservo l’informe orda:
calca di gente che inconscia s’ammassa
nell’ipocrisia di una vita sorda;
sbiadita e piatta essa ci annulla e passa.

Vago, solingo, in un altro universo,
alla ricerca di un lido migliore,
ove cullare mi lascio; disperso:
un giardino dove cogliere un fiore,
per inspirarne la garbata aulenza,
o un rupestre ruscello tra i monti
dove assaggiare la limpida essenza
di fresche acque, osservando altri orizzonti.

Navigo libero solcando i cieli,
volo attraverso distese d’oceani,
giungendo in porti placidi e fedeli,
distante dai tradimenti pagani,
attuati da redivivi farisei,
moderna schiatta di falsi e infidi eroi:
statue stipate in decadenti musei,
deturpan labirintici corridoi.

Libero i pensieri, stralci di mente.
Ma d’improvviso, nel Mondo ripiombo,
un sordo tonfo e ritorno al presente.
Poi schiudo gli occhi e alla vita soccombo.
Nell’amorfa bolgia, affranto mi fondo,
da ovvia e ingrata quotidianità avvinto,
calcando errori impressi sullo sfondo
della coscienza del mio essere finto.

(Estratto dall’opera “Intrecci di Rime” – Edizioni Occhi di Argo)